La buona fede è una virtù, mentre riuscire a negare l’evidenza potrebbe essere considerato da molti un capolavoro, forse, ma non da chi considera l’onestà intellettuale una qualità imprescindibile della buona politica.

Ed esiste chi è esperto nell’arte del negare, lo fa con arroganza e forse anche con l’intento di convincersi e … convincere. Negare l’evidenza ad ogni costo, pur di salvare un’apparenza che molto spesso si regge su un piedistallo fatto di cristallo. E forse proprio la salvaguardia di quell’apparenza, “la città meravigliosa” … “la forza gentile”, il mondo di Alice diremmo noi, ha fatto in modo che qualcuno  arrivasse all’apice dell’Europa.

Ma per chi soffre di memoria corta ci pensiamo noi a rinfrescarla un po’…

Non sono poi così lontani i tempi (Maggio 2020 per essere precisi) in cui il Deputato Europeo di Fratelli d’Italia Nicola Procaccini, si sfogó sulla questione “caporalato” accusando chi da anni combatte questo fenomeno illegale, di agire come “professionisti” dell’agromafia e pretendendo addirittura le scuse a tutta la comunità e alle aziende agricole del territorio da la allora Ministro delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova. 

L’on Procaccini ha sempre sostenuto con estrema convinzione (basata su non sappiamo cosa) che nel territorio dove viviamo, ci abitano e lavorano italiani e stranieri regolari e che per un “solo presunto” fenomeno di illegalità, si imbastisce una campagna contro la verità e contro la bellezza della nostra migliore agricoltura. 

Ma per chi come noi afferma che il tempo è un galantuomo, non sbaglia. Noi che su questo territorio ci viviamo e abbiamo consapevolezza della triste realtà dello sfruttamento fino allo schiavismo che subiscono  i lavoratori, in maggioranza extracomunitari, della campagna. 

Quegli stessi extracomunitari che attraverso i loro moti migratori, spaventano tanto da blaterare continui allarmismi che tanto fanno presa su coloro che si illudono di vivere in una “città meravigliosa e gentile” e che perseverano nel sostenere questo tipo di pseudo-politica.

Ed infatti oggi il nostro territorio è protagonista ancora una volta, per tali fatti di cronaca. 

È di questa mattina la vasta operazione di Polizia, coadiuvata da personale del reparto Prevenzione Crimine Lazio dalla quale è emersa l’esistenza di pratiche del tutto illegali nella filiera agroalimentare. 

Sono state smascherate le attività illecite di intermediazione e sfruttamento del lavoro, comunemente chiamato fenomeno del “caporalato” tra Terracina, Fondi, Monte San Biagio, Sabaudia, San Felice Circeo e Maenza. 

Chissà perché anche questa volta la notizia non  crei nessun sentimento di stupore. 

I fenomeni di illegalità come quello del caporalato, stanno prendendo sempre più piede; basta pensare ai 96 braccianti sfruttati che sono stati scoperti in provincia nel Dicembre scorso.

Per fortuna esistono persone  che non si voltano dall’altra parte, che con coraggio parlano e permettono di portare alla luce queste dinamiche di sfruttamento che non danno di certo onore al nostro territorio ma che al contrario, continuano a macchiarlo.

A volte bisogna dare il giusto peso all’evidenza, perché arrendersi non è una debolezza ma una scelta. 

Stay tuned.