Il punto sulla situazione dei beni culturali della città

La facilità e la superficialità con le quali turismo, cultura e beni culturali vengono attualmente proposti sul nostro territorio lascia assai perplessi. Facile scrivere, facile parlare contro, facile negare: questo il ritornello di chi vuole far passare il dovuto quotidiano come alta amministrazione e la progettazione futura come frutto di menti “acute”. Nello specifico, basti osservare come nella gestione del Foro Emiliano ci si trovi nella più acclarata illegalità: prima ancora di entrare nell’area, dall’altezza di Piazza Domitilla, fa bella mostra di sé un cartello di divieto di transito, regolarmente sbeffeggiato non solo dai residenti, ma dagli stessi autoveicoli comunali, che tra l’altro fanno manovra sul lastricato forense.

La proposta indecente sarebbe chiedere ai cari dis-amministratori locali che si presentano con la medesima squadra perché si sa, a loro dire “squadra vincente non si cambia”, se abbiano mai indotto la polizia locale a erogare pene pecuniarie  sul divieto di transito e di sosta nell’area in oggetto tanto da potersi sollevare pilatescamente la coscienza!

Non finisce qui … Leggiamo, visto che siamo nel Foro, di una struttura Poli Museale, costituita dal Museo della Città e dal Pio Capponi oltre al Capitolium e alle ex Botteghe Pasquali. Dall’ottobre 2018 il Museo della Città è una landa desolata, colpa del tornado si risponderà, omettendo come quest’ultimo non abbia in alcun modo creato danni sia al Museo Archeologico sia a quello delle Paludi Pontine .Vi riconosciamo, parlando di danni, solo quello della sala “del mare” che si affaccia sulla piazza S.ta Domitilla, ma, naturalmente, dovendo provvedere alla sagra del-l’effimero, l’idea di utilizzare fondi per la posa in opera del vetro antisfondamento, unico danno innegabile, non sfiora nemmeno la squadra vincente.

Esiste, però, il direttore del museo che invece di svolgere il ruolo per il quale risulta essere vincitore di concorso e cioè, custode e interprete dell’identità culturale del nostro territorio, è relegato a fare il semplice  funzionario comunale.

Che dire poi del teatro? Basterebbe ascoltare la vanagloria autoreferenziale dell’ultima conferenza stampa in cui l’amministrazione tende più ad appuntarsi le medaglie sul petto arrogandosi paradossalmente meriti che non le competono, infatti  il progetto è degli inizi degli anni 2000 e questa amministrazione lo ha solo ereditato.

Cosa sono per voi i BB CC? E’ stata creata una Fondazione, per la cui propaganda avete fatto suonare le trombe del Giudizio, annunciando Urbi et Orbi l’avvio di una nuova rivoluzione culturale e alla fine l’avete decapitata, anzi per essere più precisi, l’avete fatta abortire sul nascere in quanto, pur avendola dotata di personalità giuridica, quando si è trattato di erogare fondi, è stata abbandonata per scarsa collaborazione della amministrazione o meglio per gli ostacoli che avete frapposto alle attività della Fondazione stessa.

Si preferisce affidare fondi ad un cinema privato locale per l’organizzazione di una discutibile stagione teatrale, iniziativa poi non riuscita, piuttosto che pensare, per esempio, a far sì che la chiesa sconsacrata di S. Domenico potesse finalmente divenire Aditorium della città. Senza scomodare i filosofi ricicliamo la vecchia frase: è la somma che fa il totale, ed in questo caso, la somma dell’effimero del nulla è ricaduta sulla terza entità del nostro intervento, il turismo. I cittadini, in questi ultimi anni, sono cresciuti nell’idea che, prima o poi, ci sarebbe stato uno sbarco massivo sulle nostre spiagge e che cosa si è pensato di fare? Innalzare un muro, più o meno legittimo, tra l’arenile e viale Circe, muro che per pura casualità ha creato: cubatura per gli ex chioschi (oggi ristoranti a tutti gli effetti), perdita della visione di un mare che, miracolo, a giugno è inquinato e a luglio è cristallino (ma, forse questo potrebbero spiegarlo altri …), una situazione che crea…”movida” e questa crea traffico automobilistico, confusione, degrado, inquinamento acustico, spiacevoli distrazioni alle forze di polizia e così via. Verrebbe da dire che, grazie a voi, siamo all’anno zero. Ah, per vostra fortuna si vota a maggio, così non avrete neanche l’incubo di dover dare alla stampa la programmazione della stagione estiva che lo scorso anno avete sottoposto ad agosto, compresi ripensamenti e annullamento di eventi. 

Valorizzazione, inserimento e fruizione del patrimonio archeologico ed architettonico nell’ambito del tessuto urbanistico, culturale e turistico locale: Le proposte

Ciò che occorre nel nostro territorio, è sviluppare una metodologia speditiva di diagnostica a “monte”, intervenire sulla gestione dei beni al fine di migliorare tanto il loro stato conservativo, quanto in una ottica più ampia, il loro inserimento e la loro fruizione nell’ambito del tessuto urbanistico, culturale e turistico di riferimento.

Inoltre riteniamo come solo una ricerca mirata per lo sviluppo di prodotti e tecniche innovative per il restauro con specifica attenzione per ricerche sperimentali, possa mirare al miglioramento prestazionale di materiali applicati alla conservazione di beni monumentali e dei relativi apparati decorativi, prevedendo l’uso di tecnologie in alta definizione e, ove possibile, in 3D.

L’uso di tecniche di rilievo e rappresentazione virtuale si configura come strumento per la documentazione visiva di tutti gli aspetti e strati formativi (sia storici che scientifici) atti a supportare le tecniche decisionali per un corretto intervento. Inoltre esse concorrono a creare un database digitale a futura memoria, fruibile in qualsiasi momento ai fini del monitoraggio dello stato di conservazione del bene e degli eventuali interventi di recupero, restauro e ricostruzione dello stesso.

Provvedimenti  di Enti esterni servirebbero a realizzare interventi di recupero dei beni culturali, anche per incentivare il turismo, considerato che il bene culturale è un valore, non solo in quanto fattore d’identità della comunità, ma anche dal punto di vista economico, perché abbinabile ad un sistema di iniziative (dal turismo all’enogastronomia ecc.) in grado di rivitalizzare il territorio in difficoltà.

Una sinergia cultura–turismo non lasciata all’attuale improvvisazione o fecondità di improvvisazione del singolo, ma costituente patrimonio della collettività.

In questa ottica di concretezza propositiva rientra anche il recupero “definitivo” del teatro Romano, da ricondurre nel giusto alveo non di campagna propagandistica, ma di elemento di richiamo, oltre che archeologico, anche di effettiva frequentazione data da spettacoli consoni al luogo.

Stay tuned.