MEGLIO TARDI CHE MAI?

In questo caso dovremmo dire meglio prima che così tardi  se si considera che, ancora una volta e nel pieno dell’estate, ci troviamo impreparati ad affrontare il consueto problema degli incendi boschivi nonostante la devastazione del nostro patrimonio naturale causata dai roghi degli ultimi due anni e nonostante le dichiarazioni appassionate del nostro sindaco quando, poco meno di un anno fa, a disastro in gran parte già avvenuto, espresse chiaramente la sua volontà di mettere in atto provvedimenti efficaci per la prevenzione e lotta contro gli incendi boschivi. Impreparazione dovuta alla lentezza estrema  con cui questa Amministrazione, sempre sensibile e sollecita per questioni molto meno rilevanti per il bene comune o per tutelare gli interessi di pochi , si sta muovendo per affrontare il problema incendi.

Eppure, lo ricordiamo, oltre all’importanza che rivestono i boschi per gli effetti benefici  che ormai tutti conosciamo, il nostro entroterra comprende S.I.C. (“Siti di Importanza Comunitaria”) e Z.P.S. (“Zone di Protezione Speciale”, istituite ai sensi della Direttiva 2009/147/CE “Uccelli” concernente la conservazione degli uccelli selvatici). Fa parte, cioè, di “Natura 2000”, una rete ecologica diffusa su tutto il territorio dell’UE (Unione Europea), istituita ai sensi della Direttiva 92/43/CEE “Habitat” per garantire il mantenimento a lungo termine  degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciate o rare a livello comunitario. Peraltro, qualora non se ne comprendesse ancora l’importanza, stiamo parlando di un comprensorio che  è parte integrante del Parco Regionale Naturale dei Monti Ausoni !!!

Orbene, le piogge frequenti dei mesi scorsi da un lato hanno inibito per un certo periodo la possibilità d’incendi, dall’altro hanno prodotto una crescita significativa della vegetazione spontanea che, in previsione della  imminente siccità che caratterizza il nostro territorio durante la stagione estiva, si potrebbe trasformare in poderoso combustibile vegetale, un rischio allarmante che ha mosso l’Agenzia  Regionale di Protezione Civile ad inviare due note di  sollecito alle Amministrazioni perché ponessero in essere le essenziali misure di salvaguardia dagli incendi boschivi.

Ma il nostro Comune, che, in base alla Legge Regionale n. 39 del 28/10/2002 ( Norme in materia di gestione delle risorse forestali- art. 12 comma 1 :“ La Regione riconosce la pianificazione quale strumento prioritario per la gestione sostenibile del patrimonio boschivo e pascolivo”)  e in base al programma di sviluppo rurale della Regione Lazio 2014- 2020, avrebbe dovuto già da lungo tempo essersi munito di un P.G.A.F. (Piano di Gestione per l’Assestamento Forestale), ha provveduto solamente quest’anno all’approvazione del bando di gara per l’affidamento dell’incarico professionale per la redazione del piano che, tra l’altro, rappresenta un requisito fondamentale per accedere al bando regionale e ai fondi europei permettendo altresì al Comune di Terracina di adeguarsi ( finalmente!) alla legge quadro in materia di incendi boschivi del 21 novembre 2000 n. 353.

Dunque,  tenendo conto che la Regione Lazio ha pubblicato il bando pubblico di PSR 2014-2020  (misura 08 e sottomisura 8.3.:per  il “sostegno alla prevenzione dei danni arrecati alle foreste da incendi, calamità naturali ed eventi catastrofici”), e che la domanda dei finanziamenti  in relazione al PSR (Piano di Sviluppo Rurale) Lazio avrebbe dovuto essere inoltrata entro il 29 sett. 2017,  la procedura di affidamento per la redazione del piano propedeutico alla richiesta dei finanziamenti suddetti è stata approvata a data già scaduta e cioè il 31/10/2017 ( con delibera n.179). Così trascorre il 2017 senza un nulla di fatto.  Nel 2018 viene pubblicato un altro bando Regionale P.S.R. con scadenza della presentazione delle domande entro il 20 aprile 2018, ma l’Amministrazione continua beatamente a dormire omettendo di dare seguito alla delibera n.179 di cui sopra. Quindi, anche questa possibilità di accedere ai finanziamenti europei ( incredibilmente!)  salta visto che l’affidamento definitivo di incarico professionale per il P.G.A.F. avviene solo il 3 luglio di questo mese( con atto Dirigenziale n. 924).

Se si considera  che il recentissimo  affidamento è soltanto l’inizio di un  iter che riguarda la raccolta e l’elaborazione dei dati, la trasmissione del piano all’ente gestore dell’area protetta, l’invio delle proposte di piano all’Assessorato regionale competente, il parere della giunta Regionale, ecc., ci si rende conto che il completamento di tutta la procedura è lungo e complesso e che si sono persi ben due anni  se entro il 2018 dovessero riaprirsi i termini del bando Regionale e che gli anni persi diventerebbero tre  se si  dovesse rispondere ad un  nuovo bando per il 2019. Una perdita di tempo inaccettabile perché riguarda la gestione di circa 1900 ettari del nostro prezioso patrimonio naturale!

A questo punto non possiamo fare altro che concludere con la solita considerazione amara: ci troviamo in balìa di un’Amministrazione la cui evidente  insensibilità per le questioni ambientali unita alla noncuranza per il bene pubblico, alla superficialità e all’incapacità la rendono inadeguata al governo del territorio. Dunque, in questo caso e data la situazione, non  resta che affidarci alla buona sorte augurandoci che sia qualche provvidenziale acquazzone, durante il corso della nostra calda estate, a risolvere il problema.

Stay tuned.