Continua la rubrica dedicata al “decoro urbano”

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Parte 5 :   Le peripezie di un pedone

(Luci ed ombre del Servizio di trasporto pubblico a Terracina)

Per le strade di Terracina capita talvolta di osservare dei pulmini recanti il simbolo e la scritta del Comune sulla loro livrea argento metallizzato. Essi sono i mezzi con cui la società Co.Tr.I., appaltatrice del Comune di Terracina, espleta il servizio di Trasporto Pubblico Urbano.

In linea teorica questi mezzi dovrebbero effettuare un servizio pubblico, e cioè consentire a chi non dispone di un veicolo proprio, o non può servirsene per vari motivi, la possibilità di spostarsi da un capo all’altro della città in maniera economica e conveniente, nonché ad invogliare a fare a meno dell’utilizzo dell’auto in un’ottica di mobilità sostenibile. In pratica, per il comune cittadino servirsi dei mezzi pubblici nella realtà terracinese è un’impresa irta di difficoltà, paragonabile quasi all’itinerario dell’esploratore Indiana Jones nella foresta amazzonica, come vedremo più innanzi.

Entriamo nel dettaglio dei problemi che il cittadino-utente che non dispone di un veicolo proprio o che, per qualsiasi altro motivo, non possa spostarsi autonomamente, deve affrontare nel caso intenda servirsi del trasporto pubblico a Terracina.

Innanzitutto egli dovrà, con molta buona volontà, localizzare la fermata più vicina al punto di partenza ed al punto di arrivo del tragitto che intende compiere. Questo perché una mappa delle fermate non è disponibile né in forma cartacea né sul sito internet della Co.Tr.I., che indica solo i percorsi dove dovrebbero passare i mezzi (il condizionale non è qui usato a sproposito).

Una volta individuata la fermata dell’autobus, e, l’eventuale linea che connette (almeno sulla carta) il punto di partenza e quello di arrivo, egli si armerà di santa pazienza e vi si recherà con congruo anticipo in quanto presso le paline non sono esposti gli orari (ancorché approssimativi) di passaggio dei mezzi, ma soltanto quelli in cui essi partono dal capolinea. Siccome non tutti hanno la capacità matematica di stimare l’orario di passaggio dell’autobus date le numerose variabili in gioco (tra cui ad esempio: condizioni del traffico, eventuale ritardo o anticipo nella partenza, eventuali deviazioni dal percorso stabilito, ecc.) al malcapitato utente non resta altro che sperare che il bus che fa la linea che lui deve prendere passi in corrispondenza della fermata ad un’ora tutto sommato ragionevole.

Questo perché non di rado la palina della fermata si mostra in questo modo:

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Non avendo quindi l’assoluta sicurezza che il mezzo della linea che intende prendere debba fermarsi proprio in quel luogo ed a quell’ora, al potenziale utente non rimane che basarsi sulla indicazione della linea sull’autobus che dovesse eventualmente apparire all’orizzonte, come d’altronde stabilito nell’art. 15, comma 4, del capitolato d’appalto: “Ogni autobus dovrà avere sul frontale, sul retro e sul lato destro il numero della linea”. Peccato che, se e quando l’autobus arriva, esso si presenta sempre con questa destinazione :

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Non rimane quindi altro che alzare il braccio e sperare di essere visti dal conducente, e, nel caso in cui egli dovesse notare l’aspirante passeggero e fermarsi (cosa tutt’altro che pacifica) chiedere informazioni sulla destinazione ed il percorso, sperando che – per una inaspettata e fortuita combinazione – il mezzo sia effettivamente quello che si intendeva prendere, e che magari vada anche nella direzione giusta.

Una volta salito sul mezzo e pagata la corsa (o esibito il tesserino dell’abbonamento, di cui diremo dopo), il passeggero – specie se anziano o malfermo sulle gambe – farà meglio ad adocchiare il più vicino posto a sedere ed accomodarvisi poiché se la mala ventura ha voluto che l’autista del mezzo sia una delle “mele marce” che infestano tutte le aziende di trasporto pubblico (ed il Co.Tr.I. sotto questo profilo non fa eccezione) egli potrebbe ripartire a razzo incurante del fatto che il passeggero è ancora in piedi, con il rischio di mandarlo ruzzoloni sul pavimento e magari procurargli lesioni anche gravi.

Una volta a bordo e comodamente (si fa per dire) seduto, il passeggero dovrà tenere alto il suo livello di attenzione, ed all’approssimarsi della fermata a cui dovrebbe scendere non solo premere per tempo l’apposito pulsante di richiesta, ma – qualora il mezzo non accennasse a rallentare o fermarsi – usare tutta la propria potenza vocale urlando: “FERMA! FERMAAA!” (meglio se aggiungendo imprecazioni appropriate ed aggettivi assortiti a piacere) all’indirizzo dell’autista, il quale evidentemente crede di partecipare ad una corsa automobilistica anziché provvedere ad un servizio pubblico. Con un po’ di fortuna riuscirà forse a svegliarlo dal suo sogno ad occhi aperti e fargli fermare l’autobus un paio di fermate dopo quella desiderata.

Ora, vista la casualità con cui l’ipotetico cittadino-utente di cui sopra è riuscito a recarsi dal luogo di partenza a quello di arrivo, e l’eventuale fortuna nel trovare un autista cortese e prudente,che come si è visto non sempre avviene, nel caso egli intenda compiere il percorso inverso (poniamo ad esempio che egli abbia bisogno di recarsi presso un ufficio pubblico nel centro di Terracina a sbrigare una pratica, o presso l’ospedale “Fiorini” per una visita ambulatoriale), egli farà bene ad annotarsi l’orario di partenza della circolare che fa la linea di suo interesse, e a presentarsi alla fermata sempre con congruo anticipo, poiché se ha la disgrazia di risiedere in zone del territorio comunale servite da poche corse (magari due o quattro nel corso dell’intera giornata), come si evince dall’orario corrente:

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poiché nel caso l’autobus dovesse arrivare in anticipo, o saltare addirittura la corsa, o addirittura decidere di transitare altrove “saltando” la fermata interessata (evento tutt’altro che improbabile, come si è visto), al malcapitato utente non resterebbe altro che attaccarsi al cellulare (se anche ce l’ha) e pietire un passaggio ad un parente o conoscente.
Non parliamo poi di cosa deve fare il nostro ardimentoso esploratore della circolare terracinese qualora, non pago di affidarsi alla lotteria delle fermate con cadenza occasionale, ed alla buona ventura di ritrovarsi come autista il Dott. Jekyll anziché il Sig. Hyde, desiderasse stipulare un abbonamento mensile per recarsi con regolarità a scuola, al lavoro o semplicemente nel centro cittadino con una certa regolarità. Infatti l’ufficio che rilascia questi titoli di viaggio non è ubicato presso il “polo trasporti” comunale, come sarebbe giusto e logico e dove d’altronde si trova anche l’ufficio del COTRAL per le corse extraurbane, bensì presso il loro deposito al Km. 99,600 della Via Appia nell’ex stabilimento Bertani, nei pressi di dove c’era il distaccamento dei Vigili del Fuoco, per intenderci. Per arrivarci bisogna quindi avere buona salute e gambe di ferro, oppure (ancora una volta) farsi dare un passaggio da un amico, parente o conoscente automunito.
Tale incongruità deve essere stata finalmente notata anche dallo stesso Co.Tr.I che, in occasione del rinnovo delle tessere di abbonamento per le c.d. “categorie protette” (anziani ultrasettantenni, disabili e pensionati sotto una certa soglia di reddito ISEE), deve aver capito che costoro non avrebbero potuto recarsi presso il loro ufficio in maniera autonoma e, mossi a pietà (o forse su diretta indicazione del Comune) hanno istituito un servizio straordinario di navetta dal “polo trasporti” al loro deposito e viceversa, come dal seguente avviso:

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Peccato che tale comunicazione sia stata diramata soltanto mediante affissione all’interno delle vetture, e non anche tramite il citato sito internet della Co.Tr.I. o annunci sui quotidiani locali, per cui solo chi ha avuto modo di salire sulla circolare dopo il 27 febbraio e sedere sui sedili anteriori ha avuto modo di venirne a conoscenza.

Dal comunicato di cui sopra viene omesso un particolare di non trascurabile importanza, e cioè che per richiedere il rilascio dell’abbonamento mensile a prezzo agevolato (cioè scontato del 50%), agli appartenenti alle categorie svantaggiate di cui sopra il Co.Tr.I. ha il coraggio di esigere il pagamento di un balzello pari a € 10,00.

Avete capito bene: Le tessere per l’abbonamento mensile ordinario sono rilasciate gratuitamente (cioè dietro pagamento del solo importo dell’abbonamento), mentre i disabili, gli anziani oltre i 70 anni ed i pensionati al minimo devono cacciare 10 Euro per avere il diritto all’abbonamento a metà prezzo. Come dire: “cornuto e mazziato”!

Queste sono le “forche caudine” sotto cui deve passare il cittadino che desideri usufruire di un servizio che il Comune paga profumatamente ad una società che da sei anni lo svolge a suo piacimento, facendosi beffe delle clausole e delle condizioni stipulate nel capitolato di appalto, tanto nessuno sembra avere la voglia di controllare.

Non parliamo poi del caso in cui fosse un malcapitato turista straniero a volersi servire del servizio di trasporto pubblico, poiché tutte le informazioni e gli orari messi a disposizione della società appaltatrice, oltre che poco dettagliati e spesso inesatti, sono disponibili solo ed unicamente in lingua italiana.
Infine, nel caso in cui il cittadino-utente insoddisfatto per il (dis)servizio ricevuto volesse inoltrare un reclamo alla Co.Tr.I., farà bene ad impugnare un rotolo di pergamena ed una penna d’oca, da intingere nell’apposita boccettina di inchiostro, per vergare in bella calligrafia le sue rimostranze, poiché – pur essendo ormai passati 17 anni dal 2000 – l’azienda appaltatrice del Comune di Terracina non dispone di un indirizzo e-mail per comunicazioni o lamentele, ma soltanto di un numero di fax e dell’indirizzo postale: Via Famagosta 44 – 00155 Roma.
Per cui non meravigliatevi se ogni tanto vedete questi bei pulmini navigare nel traffico cittadino quasi sempre vuoti…

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