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Anche quest’anno buona parte dei nostri boschi e della macchia mediterranea è andata in fumo. Il problema degli incendi ha assunto dimensioni tali da rappresentare una vera e propria piaga. Gli incendi, per lo più dolosi, si ripetono ogni anno provocando un graduale mutamento del territorio con danni incalcolabili per l’ambiente e la comunità ( difesa idrogeologica, produzione di ossigeno, regolazione del clima, conservazione naturalistica, richiamo turistico, ecc.).

La “Legge quadro in materia di incendi boschivi” del 21 novembre 2000, n. 353 , le cui disposizioni costituiscono principi fondamentali dell’ordinamento ai sensi dell’articolo 117 della Costituzione, è finalizzata alla conservazione e difesa dagli incendi del patrimonio boschivo nazionale quale bene insostituibile per la qualità della vita. Perché di questo si parla: previsione, prevenzione e lotta attiva. Tante belle parole costantemente disattese.

Dovremmo smetterla di continuare a demandare alle generazioni future la soluzione di problemi con la scusa che non ci sono soldi e abbiamo altre priorità. Non è ammissibile che si continui a sottovalutare tale fenomeno tanto più che il nostro territorio è interessato da SIC (Sito d’Importanza Comunitaria) e ZPS ( Zona di Protezione Speciale) la cui tutela e salvaguardia, che ha rilevanza europea ,spetta al Comune.

E’ il Comune, infatti, il grande assente nella risoluzione di questo gravissimo problema e la responsabilità del Comune per quanto accaduto è inoppugnabile, dal momento che esiste un “Documento operativo per le attività antincendio boschivo (AIB)” dell’Agenzia Regionale di Protezione Civile, che traccia le linee operative per lo svolgimento della campagna annuale AIB 2016 e che contiene anche un aggiornamento di dati ed elaborazioni relative agli incendi verificatisi fino alla campagna AIB 2015.

In ambito regionale sono stati introdotti la Legge Regionale 26 febbraio 2014 “Sistema integrato regionale di Protezione Civile” e il Regolamento Regionale 10 Novembre 2014 n.25 “Regolamento di organizzazione dell’Agenzia regionale di Protezione Civile” che hanno innovato profondamente la disciplina della protezione civile della regione Lazio. “In particolare, è stato istituito il Sistema integrato regionale di protezione civile inteso come una pluralità di soggetti tra loro differenti e connessi in un sistema operativo flessibile” e di questo sistema fanno parte la Regione, le Provincie, i Comuni ed ogni altro soggetto pubblico o privato che svolge nell’ambito del territorio regionale qualsiasi attività attinente alla protezione civile, compresa la previsione e la lotta contro gli incendi boschivi.

Basta osservare il nostro paesaggio di anno in anno sempre più brullo per rendersi conto delle gravi inadempienze delle nostre amministrazioni passate e presenti. La tutela del territorio dipende esclusivamente dalla sensibilità dei nostri amministratori e questo è vergognoso.

L’Amministrazione Comunale è dotata di un ufficio Protezione Civile che si occupi del problema? Ha provveduto ad attività di prevenzione e vigilanza attiva? Secondo la Legge 353/2000, i Comuni devono provvedere al censimento, tramite apposito catasto, dei soprassuoli percorsi dal fuoco, potendosi avvalere della collaborazione del Corpo forestale dello Stato, ed inoltrarne annualmente l’aggiornamento alla Direzione Regionale Ambiente. Questo perchè sui terreni percorsi dal fuoco sono vietati l’edificazione, il pascolo e la caccia per dieci anni. La nostra Amministrazione sta provvedendo a ciò? Si sta mobilitando per una prevenzione fatta anche attraverso corsi di educazione ambientale e sensibilizzazione nelle scuole di ogni ordine e grado, come previsto dalla legge 21 Novembre 2000, n. 353 ? Esiste un coordinamento di soggetti pubblici e privati come previsto dal Documento Operativo della Regione Lazio per le attività AIB? Queste ed altre domande noi rivolgiamo all’Amministrazione pretendendo risposte precise e un piano di azione valido e immediatamente operativo perchè qualsiasi ritardo è ormai intollerabile dal momento che già una buona parte del nostro patrimonio naturale è andata in fumo.