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Il Meetup “Terracina 5 Stelle Amici di Beppe Grillo” ha trattato meticolosamente il tema urbanistica in incontri pubblici aperti alla cittadinanza.

Si è unanimemente convenuto sulla necessità di porre la massima attenzione ai piani urbanistici vigenti ed alla ricerca di quelle previsioni  che poi nella realtà dei fatti non si è mai proceduto a concretizzare, prima di avventurarsi in nuove proposte per l’assetto della città. Da questa analisi è emersa l’esistenza di opere ed infrastrutture importantissime, riportate già nel piano regolatore e nei successivi piani attuativi, che avrebbero dovuto disciplinare lo sviluppo della nostra città, ma che nel concreto non sono mai state realizzate.

Prima fra tutte, la famosa Stazione–Mare, strada che avrebbe dovuto collegare le due parti della città divise dal canale Linea Pio VI, la cui realizzazione avrebbe portato enormi vantaggi a traffico e vivibilità dell’intera popolazione. L’opera è già completamente prevista dal piano regolatore e riguarda il ricongiungimento di via Bachelet con via Napoli, tramite la costruzione di un ponte sul canale e l’ampliamento di un tratto di strada. I vantaggi in termini di diminuzione del traffico sarebbero enormi, considerando che la zona ovest del lungomare potrebbe essere  raggiungibile dall’Appia in pochi secondi. Inoltre, i quartieri di Calcatore, del Centro Storico Alto, della Delibera e la zona della Valle sarebbero finalmente collegati con il versante rivierasco di Terracina, si avrebbe poi un  ulteriore e non poco significativo vantaggio per quanto riguarda il collegamento tra la zona del lungomare e l’ospedale, infatti, il tempo di percorrenza di una eventuale ambulanza permetterebbe un soccorso immediato e quindi molto più efficace.

Ovviamente la realizzazione di quest’opera oggi risulterà molto più complessa e gravosa per le casse del comune di quanto lo sarebbe stato in passato, e questo grazie ai diversi condoni concessi ad edifici sorti selvaggiamente senza alcuna considerazione dello sviluppo del territorio, ma semplicemente a vantaggio di questo o quel privato vicino al consigliere o all’assessore di turno.

Ci sono poi altri esempi di opere minori, che nonostante necessitino di un ben minore esborso da parte del comune, non si e mai provveduto a realizzare, perchè forse la loro vocazione speculativa era troppo poco attraente, e ci riferiamo  ad esempio ad un ponte per collegare Via Pantanelle con la via Appia, o  la realizzazione dei parcheggi in viale Europa su terreni comunali, aventi già destinazione urbanistica, ma evidentemente più adatti ad ospitare erbacce visto che quando ci si è trovati in deficit di parcheggi, causa pista ciclabile, si è preferito pagarne l’affitto a privati piuttosto che mettere in uso i propri…

La nostra piccola indagine ha poi evidenziato come i piani urbanistici vigenti si siano concretizzati completamente solo  per quanto riguarda costruzioni e volumetrie private,  mentre restano  per lo più incompleti i progetti destinati alle infrastrutture ed al compltamento degli standard urbanistici.

Qualche esempio? I più eclatanti sono il mega progetto del Calcatore, il nuovo complesso di Via Badino, ma anche il chiacchieratissimo Mercato delle Arene.

Tale miope visione, protratta al sol fine di rimpinguare le casse comunali con gli introiti derivanti della costruzioni private e senza realizzare le necessarie opere pubbliche, oggi fa scontare alla città enormi problemi quali l’assenza di spazi dedicati alla socialità come piazze, parchi, teatri, auditorium ecc., ma anche grandi difficoltà alla mobilità e  carenza di parcheggi . Per quanto detto fin ora, riteniamo  di vitale importanza andare a realizzare, là dove è possibile, le infrastrutture già previste e magari poi pensare a nuovi progetti o programmi, il più possibile compatibili con l’esistente.

Discorso simile va fatto anche per i piani riguardanti l’ “Ambito C2” ed il “Quadrante Nord Ovest”.

Ci vuole un’amministrazione sensibile allo sviluppo armonico dei due piani, per non avere un’ulteriore zona della città satura di palazzi e povera di standard adeguati a garanzia del benessere dei cittadini.

E’ ormai un dovere dal quale non ci si può più sottrarre la  riqualificazione dell’area di Via Stella Polare con conseguente previsione di una diversa area per le “giostre” visto che quello che era stato previsto nella zona dello stadio di San Martino non piace a giostrai e circensie visto che nessuno fino ad oggi ha ritenuto necessario privare la città di questo importante e qualificante servizio turistico…

Speriamo poi che qualcuno si degni di mettere finalmente le mani sui regolamenti destinati a regolare, appunto, le attività urbanistiche, edilizie, del commercio e della pubblicità. Questo non solo per garantire equità e pari condizioni ai proponenti delle varie iniziative, ma anche per assicurare uno snellimento burocratico necessario a non compromettere le iniziative di privati che per investire hanno diritto ad una chiarezza e ad una oggettività delle regole.

Va inoltre rivista e migliorata l’intera mobilità cittadina tramite la ridefinizione dei percorsi dell’attuale COTRI, la creazione di percorsi ciclabili che non siano oasi nel deserto, ma  garantiscano l’uso della bicicletta non solo a scopi ricreativi ma come mezzo di trasporto quotidiano,  che consentano un uso diverso e migliore anche del Lungomare Circe.

Insomma, non chiediamo miracoli, pensiamo sia necessario realizzare “l’irrealizzato” e  riqualificare  l’esistente, salvaguardando gli aspetti naturalistici del nostro comprensorio per rendere, finalmente, la nostra città vivibile a residenti e turisti.