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Il territorio è bene comune dei cittadini. Una banalità? Si. Ma di una potenza dirompente che fa sentire partecipi alla vita comune tutti i cittadini. Su questi principi si strutturano tutti gli enti di rappresentanza della Repubblica Italiana ad ogni livello. La partecipazione nelle scelte comuni rientra tra i diritti fondamentali di tutti.

Avendo pienamente contezza di ciò, ci si indigna di fronte ad atti monocratici intrapresi da commissari straordinari che, proprio perché la legge permette loro di intervenire assumendo poteri straordinari, dovrebbero esercitarli in modo molto cauto, evitando ogni tipo di abuso che possa esser giustificato dalla sola sete di potere.

Oggi, mentre il resto del mondo terracinese è in campagna elettorale, vogliamo parlarvi del nuovo impianto sportivo nel quartiere Calcatore.

La storia urbanistica della zona non è mai stata molto limpida e sembra non esserlo neanche in questo caso.

Il quartiere è stato edificato senza alcun criterio urbanistico positivo. Si pensi solamente che il verde pubblico necessario per legge per consentire l’edificazione di una parte di cubature, è stato recuperato ad oltre un Km ed è ad oggi ancora da espropriare, si tratta di parte del Parco Nausica, quindi per ora ancora privato ed inaccessibile alla cittadinanza.

In questi giorni, il commissario straordinario, evidentemente non contento della precaria situazione urbanistica della zona, in cui tutti ancora attendiamo scuole, spazi dedicati alla socialità ed uffici pubblici, oltre al verde, ovviamente, decide autonomamente che quel poco di verde pubblico rimasto nel quartiere Calcatore potrà essere sostituito da un impianto sportivo con accessori per circa 3800 mq.

Il quartiere Calcatore ha sicuramente bisogno di luoghi idonei al miglioramento della qualità della vita dei suoi abitanti, allora perché non recuperare spazi dalle scempiaggini già in “opera” ? Ma è ovvio, proprio perché tali opere progettate, ad oggi appaiono di natura puramente speculativa, in contrasto quindi con le esigenze pubbliche… Oggi nella zona troviamo l’ennesimo supermercato, una sala slot machine ed il resto è tutto in abbandono. Le opere pubbliche previste sono al palo.

L’articolo 42 della Costituzione Italiana sancisce che la proprietà privata “… è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti ALLO SCOPO di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.” Pertanto qualora non dovessero più esserci i presupposti di funzione sociale, i cittadini, tramite l’ente pubblico, hanno il diritto di riappropriarsene.

L’atto del commissario Ocello è stato estremamente INOPPORTUNO e le motivazioni, tra l’altro copiate dall’atto precedente della giunta Procaccini, potrebbero risultare anche offensive.

Inoltre, la principale motivazione a giustificazione della fretta e forzatura delle norme fondamentali sulla partecipazione è quella di vedersi garantito, non un finanziamento, ma UN DEBITO. Insomma perché un commissario temporaneo dovrebbe perdere l’opportunità di indebitare il comune che amministra?

Se si legge il percorso amministrativo poi, ci si rende conto che la Ocello ha avallato, in nome di un intero consiglio comunale, massima assise di rappresentanza cittadina, degli atti amministrativi molto ambigui che stimolano alcune domande.

A dicembre 2013 il Comune di Terracina stipula un accordo con l’istituto per il Credito Sportivo per ottenere l’apertura di un credito di 3 milioni di euro, questo avviene grazie all’assessore dell’epoca Pescante già presidente del Coni.

Tra le intenzioni della giunta c’è quella della costruzione di un impianto sportivo nel quartiere Calcatore. Cosa che inizia a concretizzarsi con la delibera di giunta 303/2014 con la quale si approva lo studio di fattibilità redatto dal dirigente dell’epoca Ing. Armando Percoco. Importo del progetto € 432 mila.

Nella stessa delibera si da mandato al dirigente di nominare un tecnico esterno per la redazione del progetto definitivo e gli adempimenti successivi.

Già questa è una forzatura in quanto la scelta di optare per un tecnico esterno non dovrebbe spettare alla giunta ma al dirigente dopo aver accertato che nei propri uffici non ci siano le disponibilità o capacità utili allo scopo.

Ma andiamo avanti.

Il 16 dicembre 2014 (occhio alle date) il dirigente individua il tecnico esterno nella persona dell’Arch. Gianni Biondi, guarda caso, già dirigente di numerosi enti sportivi tra i quali il CONI oltre che AD della Terracina Sviluppo S.p.A. per un compenso di circa 86 mila euro oltre oneri (gli vengono affidati anche i progetti del Palacarucci e dell’impianto sportivo di Borgo Hermada). (Determina 1258/2014)

La stessa determina presenta una cosa molto curiosa: Il dipartimento finanziario non attesta la copertura finanziaria per l’affidamento in quanto il “mutuo non risulta, agli atti del Dipartimento Finanziario essere ancora stato emesso” (Dott.sa Ada Nasti).

Ci si aspetterebbe che in virtù di ciò, l’architetto non possa espletare il suo compito a meno che non lo faccia in forma gratuita. La convenzione firmata tra il Comune e l’Arch. Biondi, non avendo il parere positivo del Dip. Finanziario cosa riporta come compenso? Il solito PAGHERO?

Invece no!

L’architetto Biondi non solo redige il progetto definitivo, ma addirittura lo fa il giorno dopo e lo consegna il 18 dic.. La giunta Procaccini lo approva il 19 con la delibera di giunta 327/2014.

Tempi record per l’amministrazione che per le pratiche ordinarie sfora anche di mesi i tempi stabiliti dalla legge, soprattutto quando le presentano cittadini, diciamo così, senza conoscenze.

Un progetto da quasi 550 mila euro redatto in una notte?

O era già pronto, ma questa è un’ipotesi assurda, oppure l’architetto ha una squadra di supporto da invidia.

L’atto della Ocello, oggi non riporta il parere di regolarità contabile perché non necessario.

Invitiamo però la commissaria a revocare immediatamente questa deliberazione di consiglio e magari verificare gli atti amministrativi, visto che qualche giorno fa ha dichiarato che sta passando in rassegna le procedure degli appalti, e di fare in modo che una variante urbanistica segua il percorso ordinario a garanzia della partecipazione della cittadinanza. Siamo stanchi di duci e ducetti, che tra l’altro rispondono sempre ad un padrone che sta sopra di loro.

Insomma, che cosa non si farebbe per indebitarsi… …tanto a pagare sono sempre gli stessi. I CITTADINI!!!

Per ora urliamo TUTTI A CASA, ma magari qualcuno potrà anche svegliarsi e mandarvi il conto, a seguito di segnalazione ovviamente.