Apprendiamo dalla “Santa Stampa” che la Commisaria Ocello avrebbe approvato uno schema di protocollo di intesa con Soprintendenza Belle Arti, Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro del Ministero e L’Accademia Nazionale di San Luca per la realizzazione all’interno di Palazzo Braschi di un centro di ricerca, sperimentazione e formazione per il restauro, nonchè centro espositivo e di promozione e gestione turistica integrata, (Yeahhh!) E brava commissaria!

I politici locali all’unanimità stanno elogiando l’iniziativa rivendicandone addirittura la paternità o maternità (per parità dei sessi). Ma a noi come al solito sorgono spontanee delle domande.

Ma sulla base di cosa?

Di quale progetto?

Chi l’ha redatto?

Basandosi su quali studi?

Per quali motivazioni?

Nessuno ha informato la Commissaria della delibera di Consiglio Comunale n°20705/88 sulla destinazione d’uso del palazzo che riceve dalla Regione Lazio ben 4 miliardi di lire? Troppo vecchia? Allora potrebbero informarla della Delibera di Giunta n°476/06 in cui si ribadisce la delibera dell’ ‘88 specificando ancora una volta la destinazione d’uso dei singoli ambienti del palazzo.

Ma se questi atti non dovessero bastare all’esimia Commissaria, qualcuno dovrebbe informarla che nell’anno 2000, il Comune di Terracina, insieme a Ministero e Regione, ha approvato un accordo di programma, noto con l’acronimo APQ1, nel quale si definisce l’assetto culturale di tutti i palazzi storici del centro storico alto e da cui a nostro parere non si può prescindere.

Ovviamente siamo alle solite: politici e commissari incapaci di amministrare i beni pubblici, vedono come unico spiraglio alla loro inettitudine la delega al buio. Arriva il potere di turno e, in barba alle regole, soprattutto quelle di buon senso civico, si comporta come se la città ed i beni collettivi siano di sua proprietà.

Felicissimi di sapere che i partiti approvino senza se e senza ma l’iniziativa perchè, ancora una volta, ci danno l’opportunità di rimarcare la differenza tra Noi e Loro.

Nessuna condivisione né partecipazione quasi a ricordare chi sosteneva: “Io so Io e voi (i cittadini) non siete un C….” (cit. da Il Marchese del Grillo).

Questo è il costante atteggiamento che sfascia questo paese e continua a generare la più grande menzogna per una repubblica che per Costituzione si definisce democratica. Comandare anziché Governare. Altro che Politica con la P maiuscola!

In più, con quale diritto un’organizzazione privata, come l’Accademia di San Luca, entra all’interno di questo protocollo?

Quale sono i requisiti che hanno portato a tale scelta?

Sembra che la risposta sia soltanto una: la discrezionalità del Commissario e di altri conoscenti.

Se si fa una ricerca sull’Accademia di San Luca oltre al loro sito che spiega la secolare esistenza di tale organizzazione e l’elenco degli accademici, si trovano anche inquietanti inchieste fatte da l’Espresso che raccontano indagini e che accomunano l’ente privato a personaggi molto noti alle cronache come l’ex Consigliere Regionale Franco “Batman” Fiorito oltre che a sparizioni di opere d’arte e documenti destinati al mercato nero (vedi link1, link2 – Nota di Colore: dallo statuto dell’Accademia pare quasi si tratti di un’organizzazione massonica).

Siamo alle solite. Le conoscenze stuzzicano anche i palati commissariali, in fondo la loro nomina non è lontana da una scelta politica.

Ora ci si chiede:

Sa il commissario che il direttore scientifico del museo civico di Terracina è stato nominato d’urgenza? Perché l’amministrazione commissariata non ha predisposto un bando per l’assunzione di un direttore avente piene facoltà e magari slegato dalla politica? Perché non è stato predisposto un nuovo bando di concorso? Si sta occupando lei di pungolare gli uffici ad assolvere questa mancanza?

Quale futuro può avere un bene storico se non è integrato in un progetto complessivo? E se invece lo fosse, perchè si sta tentando di ignorarlo?

Quali sono le priorità dell’amministrazione commissariale, in una città allo sbando dal punto di vista gestionale dell’ordinario? (vedi viabilità, rifiuti, sociale e quant’altro)
Certo non quelle di sfoggiare fotografie e alte conoscenze romane di cui, ci dispiace per Lei, il suo predecessore era molto più esperto, ma in fondo lo staff è lo stesso, e pare anche i metodi poco democratici e molto monocratici.