SAZ Borgo HermadaE’ datato 20 luglio 2015 l’atto di risposta dell’assessore, con delega all’Agricoltura, Sonia Ricci, alla interrogazione sullo stato della riapertura dello Sportello Agricolo di Zona (SAZ) di Borgo Hermada, firmata dalle consigliere Gaia Pernarella e Silvana de Nicolò.

L’interrogazione in questione, presentata lo scorso 3 marzo 2014, metteva in evidenza la difficoltà degli agricoltori del comune di Terracina e zone limitrofe, di usufruire dei servizi che la regione mette a disposizione, come la compilazione del fascicolo aziendale. Gli agricoltori sono costretti, onde evitare di rivolgersi a soggetti privati o sindacati, a raggiungere gli uffici di Fondi o Latina. Un disservizio che subiscono solo le aziende delle zone di Terracina, Sabaudia, San Felice Circeo, ovvero di parte di quello che viene definito “il triangolo d’oro dell’agricoltura” dove insistono oltre 8 mila aziende agricole, che si sono viste chiudere progressivamente tutti gli uffici regionali. Problema che le altre province della regione, nonostante la minore insistenza del comparto agricolo, non hanno subito.

Ad ogni modo la risposta dell’assessore, nonostante le promesse fatte nel corso degli ultimi due anni, risulta essere vaga. Viene rimarcata la volontà dell’assessorato alla riapertura dello sportello (DGR 82/2013), ma allo stesso tempo, si denota il totale immobilismo dei funzionari verso questa direzione. Risulta mancare la verifica preliminare per la fattibilità della riapertura, e lo studio dell’impatto sul territorio. Dunque possiamo evincere dalla risposta ricevuta che nulla è stato fatto nel corso di questi anni, e dunque nessuna volontà reale verso ciò che l’assessore promette.

Fin quando il dipartimento dell’agricoltura regionale sarà diretto da rinviati a giudizio (come Roberto Ottaviani, dirigente del dipartimento agricoltura) e da riciclati della politica (come Lorenzo Dolci, ex candidato UDC, dirigente area decentrata di Latina) che rispondono solo agli interessi degli amici degli amici, il sistema politico clientelare continuerà ad arrecare danno alle imprese ed ai cittadini. Chi sa se hanno qualche responsabilità gli enti privati che svolgono gli stessi servizi forniti dagli uffici regionali (CAA)? I quali percepiscono sia contributi regionali che un compenso dalle imprese per ciascun servizio erogato, tra i quali figura l’associazione di categoria più grande in Italia e fortemente a servizio dei partiti, ovvero Coldiretti.

Dunque anche questo episodio dimostra che il sistema partitico e clientelare genera distorsioni che penalizzano le aziende agricole sane che si vedono ogni giorno peggiorare i servizi pubblici e che sono costrette a mantenere una folta schiera di parassiti, che di giorno in giorno succhiano la loro linfa vitale.

Qui il testo completo della risposta alla interrogazione.