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La pianificazione è uno strumento che permette, a chi la fa, di rendere più efficiente un sistema, un’azione, un’azienda o un comune. In una amministrazione pubblica infatti, rende possibile la tutela dei diritti collettivi impedendo speculazioni a favore dei singoli o di lobby.

Ovviamente pianificare senza poi perseguire le strade intraprese non avrebbe alcun senso logico.

Allora cosa si fa?

Niente piani e per quelli obbligatori per legge, e sono tanti, si cerca di ostacolarli.

Il caso del PUA (piano di utilizzazione degli arenili) comunale fa scuola.

Con la determinazione G00866 del 05/02/2015, la Regione Lazio archivia il PUA del Comune di Terracina.

Il comune lo  presenta  nel settembre 2012, ma poi ne ostacola l’iter.

Leggete il percorso del PROCESSO VAS, strumento innovativo e partecipativo a cui tutti i piani e programmi e anche le loro modifiche devono essere sottoposti, e vi renderete conto del danno che l’amministrazione di Terracina ha provocato a tutta la cittadinanza.

Sulla determinazione l’iter istruttorio viene richiamato con molta perizia e fa capire chiaramente la mancanza di volontà dell’amministrazione a non  proseguire nella pianificazione della gestione degli arenili.

Sono diversi i solleciti che il Comune di Terracina lascia cadere nel vuoto.

Sciatteria?

“QUESTO NON CRETO!” come direbbe Razzi.

Non avendo avuto risposta la Regione ha archiviato il tutto.

Chi sono i responsabili?

Quali sono le motivazioni?

Ci sono interessi di qualcuno da tutelare che con la pianificazione verrebbero intaccati?

Quanto è costato produrre il PUA?

C’è stato danno erariale?

Queste domande dovranno avere risposte.

E speriamo che i responsabili paghino.

P.S.: A chi si riempe la bocca con parole mirabolanti sul turismo, sulla gestione delle spiagge, sulla tutela del mare evvia, evvia, evvia… andrebbero dette tante cose ma la prima che viene in mente è: COLLUSI!