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“FATTI…un’idea” – numero 9, Aperiodico in MoVimento, il giornalino da stampare e leggere sul proprio divano oppure da regalare a chi vuoi tu.

Il giornalino sarà distribuito ai nostri prossimi incontri e banchetti, dove potrai anche partecipare alla formazione del nostro programma elettorale per le prossime elezioni comunali.

 

Lettera al commissario prefettizio

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Erminia Ocello: il commissario prefettizio che reggerà le sorti di Terracina fino alle elezioni del 2016

Cara Commissario.

Visto che le è toccato di dover parare all’incapacità della classe politica terracinese, sarà un vero piacere per noi aiutarla a capire l’eredità che le ha lasciato e che avrà l ‘ onere di gestire in questi mesi.

Intanto per buona educazione, ci presentiamo. Siamo dei semplici cittadini riuniti in gruppo, anzi in meetup e anche se sarebbe interessante spiegarle quel che facciamo, questo non è il luogo adatto.

Quello che possiamo suggerirle però, sono delle sane norme di comportamento che l’aiuteranno ad uscire il più possibile indenne da questa esperienza in quella che, un tempo era una ridente ma oramai decadente, realtà terracinese.

Per cominciare, attenzione a difendere l’operato dei suoi predecessori, si guardi bene dall’avallare frettolosamente progetti quali la pista ciclabile che, per quanto lodevoli dal punto di vista di una diversa mobilità, per le loro modalità di realizzazione, non rispondono ai principi di mobilità sostenibile conosciuti ai più, e completamente avulsi dal tessuto di viabilità urbano, non in linea con quanto sancito in fase progettuale e in palese violazione, per l’ assegnazione dei lavori, del testo unico in materia di appalti pubblici.

Sappiamo benissimo che la conclusione dei lavori non avverrà che a stagione cominciata, che non si è trovata soluzione alla mancanza di parcheggi e all’incremento di mezzi pubblici in sostituzione a quelli privati, ma l’assenza che certo si sentirà maggiormente è quella dell’incremento di personale qualificato a dirigere e controllare il flusso turistico pedalante e non, che già nei week-end primaverili sta mettendo a dura prova la ricettività della nostra cara città bassa.

Stia serena e respiri, cara Commissario, non siamo che all’inizio.

Abbiamo appreso dai media il suo entusiasmo per l’ottenimento della Bandiera Blu, riconoscimento che a conti fatti è costato alla collettività qualcosa come 100 mila euro, e che ad oggi non è ancora chiaro come faremo a tenerci, visto il numero di adempimenti ancora necessari a far sì che il riconoscimento resti alle coste terracinesi, quelle balneabili e quelle no, almeno più di tre mesi. Di seguito la guida agli obblighi derivati da questo titolo, che siamo certi tutti i nostri operatori turistici saranno in grado di osservare.

Come non fare un cenno ai palazzi storici e alla grande cultura architettonica della città alta.

Partiamo dal Tempio di Giove Anxur, simbolo indiscusso della città, di cui però il comune non ha uno straccio documentato che ne certifichi la gestione e che per assurdo è stato affidato dalla scorsa Giunta, ad amici di amici, pregiudicati, con società a scatola cinese, e sedi in Lussemburgo.

Oppure dei palazzi storici i cui finanziamenti pubblici presi da Ministero e Regione si sono persi nei buchi della corruzione e dell’incapacità di rendicontare le spese sostenute per dei restauri spesso frettolosi e indecorosi, materia di indagine della Guardia di Finanza e motivo di vergogna per qualunque amministratore responsabile che vede ritirati uno dopo l’altro i fondi pubblici destinati alla collettività e sperperati dalla collusione e dall’ignavia di chi ci governa ormai da 20 anni.

Ma lo spettacolo più preoccupante è quello che si offrirà a migliaia di residenti e turisti ogni mattina di luglio e agosto. E ci riferiamo al miracolo incompiuto della raccolta differenziata.

Miracolo sbandierato ormai da almeno due anni, a cui dobbiamo ancora contrapporre l’amara verità di sacchetti, sacconi, casse e carcasse maleodoranti distribuite nei quattro angoli della città.

Risultato di un’amministrazione che non ha saputo convincere nè con le buone che con le cattive la propria cittadinanza al rispetto della legge sulle tematiche sanitario-ambientali e che non ha nemmeno approntato in maniera teorica la gestione del servizio della raccolta dei rifiuti per coloro i quali arriveranno a Terracina, il tempo di una breve ed economica vacanza, per poi non farvi più ritorno.Il primo consiglio che ci sentiamo di darle, è di esimersi dall’assecondare le richieste dell’addetto stampa di turno, e evitare di apparire come un’Americana a Parigi sul territorio che è stata chiamata a governare.

Siamo certi che le questioni di maggiore interesse potrà trovarle esaminando le determine e le delibere di quei cantieri aperti, progetti originali e i bandi di assegnazione dei lavori. Siamo certi che è lì che troverà le questioni di maggiore interesse.

E stia serena, a nessuna persona di buon senso verrebbe in mente di assegnarle responsabilità sul caos economico, culturale ed amministrativo in cui è venuta a trovarsi. Noi vogliamo consolarla così: diciamo che se anche lei volesse trincerarsi nell’immobilità assoluta e nella difficilissima conduzione dell’ordinario, non potrà mai far peggio di chi l’ha preceduta. Non crediamo nelle bacchette magiche, e ci sentivamo in dovere di dire chiaro in cosa è stata invischiata. Dopo anni di buffoni al potere, in un momento di vuoto politico dove chiunque, associazioni, comitati, partiti decaduti,collusi, separati in casa, cloni e chi più ne ha più ne metta, si sentono in diritto di approssimare soluzioni ridicole, speriamo solo in una parentesi, anche se breve, di serietà e sobrietà.

Un sincero buon lavoro.

Il meetup di Terracina.