Copia di MINA

Ma come si fa a non vendersi l’anima… sono le parole di una vecchia canzone di G.Paoli che sembrano proprio tornare in voga per l’occasione. Ricorderemo tutti come uno dei punti fermi durante la campagna elettorale del nostro beneamato Sindaco, a chi gli chiedeva quale impegno avesse preso nei confronti della pesante situazione delle casse comunali, la risposta ferma era sempre una ed una sola: MAI IL DISSESTO FINANZIARIO!

Una simile perentoria presa di posizione, mentre altre Cassandre invece non profetizzavano altro che l’inevitabile evento, non poteva che rincuorare l’esercito di creditori del Comune ed invogliarli ad appoggiare politicamente colui che avrebbe strenuamente difeso le loro giuste pretese. Passano pochi mesi ed il neoSindaco, nonostante corsi, ricorsi presso questo o quel ufficio, presso questo o quel amico che in pompa magna gli aveva sostenuto la candidatura (qualcuno nel frattempo era pure caduto in disgrazia) all’insegna del “vento del cambiamento” si è visto arrivare all’orizzonte un tifone a cui ha dovuto dare un nome (come è oggi consuetudine): quel nome era “dissesto finanziario”!

Passa qualche anno e quei creditori rimangono a bocca asciutta e col terrore di rimanere con un pugno di mosche, nonostante le rassicurazioni iniziali.

A distanza di tre anni, leggiamo su un quotidiano locale una notizia che con una certa enfasi,, annuncia come positivo l’accettazione della proposta di transazione del debito al 45% da parte di alcuni creditori, intitolando il pezzo “Buona la prima” poichè il fatto viene considerato “buon segno”… ma per chi? Forse per i “Piani Alti”? L’articolo prosegue… “almeno 100 lettere di invito sarebbero state inoltrate ad altri fornitori”.

La considerazione ovvia è che con i tempi che corrono e la crisi nera che investe le aziende, (crisi non avulsa da responsabilità anche di chi sta nei Piani Alti della politica), una piccola azienda sia costretta per non morire ad accontentarsi del detto “pochi soldi, maledetti e subito”. Ma siamo sicuri che sia proprio così? Siamo sicuri che quel “Buona la prima” non sia un escamotage clientelare? Nel frattempo siamo in attesa di vedere cosa succederà invece con le grandi aziende, con le banche ecc che non hanno la fretta della quotidianità per vivere e si potranno permettere il lusso di negoziare il credito a percentuali più congrue o addirittura nella loro interezza. E saremmo anche curiosi, o meglio, avremmo il diritto, di sapere a quanto ammonti la totalità dei debiti, perchè non vorremmo vederci appioppare sulle spalle di noi cittadini qualche altro stratagemma finanziario. Inoltre senza numeri precisi, come fa un buon amministratore a pianificare una azione di rientro senza avere la certezza dei numeri che tratta?

Intanto noi abbiamo ascoltato qualche parere, o meglio, qualche giudizio politico da parte di questi piccoli imprenditori che hanno accettato la proposta (per ora solo 15), sull’operato, anzi sulle promesse fatte in campagna elettorale dal Sindaco. Qualcuno di questi ci ha risposto con una altra famosa canzone di Mina…

“Parole… parole… parole…”