SAZ Borgo HermadaCi occupiamo oggi della questione dello sportello agricoltura (SAZ). Uno dei tanti servizi ormai dismessi del nostro territorio su cui in questi mesi tanto già si è parlato, dalle promesse dell’assessore Ricci, alle rassicurazioni sulla sua imminente riapertura.

Per questa criticità i cittadini del Meetup di Terracina hanno chiesto ai portavoce nella Regione Lazio tutte le “carte”. Delibere di giunta, determinazioni dirigenziali, atti di riorganizzazione degli uffici. Mettendo insieme tutti i pezzi del puzzle hanno notato che c’è qualcosa che non quadra. A distanza di pochi mesi dalla sua chiusura, considerato che esistono già locali disponibili per gli uffici a costo zero, l’iter sembra alquanto lungo. Perchè non ci sono incartamenti successivi alla data del 31 luglio 2013 che dimostrano che l’apertura sia imminente? Perché nonostante nei documenti si dichiara la necessità di tre uffici nella provincia, non è in atto nessuna procedura che prevede l’istituzione del terzo sportello, nonostante la persistenza di altre situazioni simili a quelle di Terracina (vedi il SAZ di Aprilia)?

Si sottolinea che la provincia di Latina, nonostante l’importanza e la centralità del sistema agricolo, è l’unica ad avere un solo sportello di zona in funzione: nelle altre province non c’è mai stata nessuna intenzione neanche di chiuderli questi uffici. Ci chiediamo dunque se l’amministrazione abbia mai avuto l’intenzione reale a procedere alla riapertura.

Per avere un quadro chiaro di cosa ci sia dietro l’organizzazione degli uffici regionali è necessario capire chi sono le persone alla guida di questi: chi sono i dirigenti che hanno avuto il potere di prendere questo tipo di decisioni? I nostri politici chi hanno scelto?

Uno di questi è Luca Fegatelli, oggi ai domiciliari per la questione dei rifiuti di Cerroni, che entra in Regione con procedure concorsuali dubbie. In poco tempo si trova ad occupare poltrone, ovviamente per nomine politiche, arrivando ad averne addirittura 10 contemporaneamente.

Come non menzionare anche Raniero de Filippis, originario di Fondi, anche lui ai domiciliari. Per molti anni numero uno nel settore dell’ambiente. Non sappiamo se sia merito suo, ma Fondi risulta avere un record mai visto: circa 170 dipendenti regionali sono originari di questo comune. Sarà forse grazie a lui però che l’unico sportello agricoltura vivo e vegeto della provincia di Latina si trova nella sua città.

C’è poi Roberto Ottaviani, dirigente nel settore dell’agricoltura, che vanta un bel procedimento in corso a Viterbo. E’ accusato solo (si fa per dire) di aver “fatto pressioni” per far ottenere qualche incarico ad una ditta vicina all’ex assessore Birindelli nell’organizzazione di una fiera (Vinitaly).

Dirigente del settore agricoltura per la provincia di Latina è invece Dolci, un ragioniere ex candidato dell’UDC e di nomina Polveriniana, ma riconfermato anche lui dall’attuale giunta.

E’ in questo scenario catastrofico che questi uffici si trovano ad operare. Tra l’altro per l’agricoltura la principale vocazione che hanno è quella di erogare finanziamenti regionali o documenti che permettono agli agricoltori di riceverli.

Dunque dopo questa analisi, il Movimento 5 Stelle con una interrogazione al consiglio regionale a firma dei consiglieri Gaia Pernarella e Silvana de Nicolò, decide di chiedere alla giunta quali sono le proprie intenzioni e quale programma intende realizzare nella provincia di Latina.

Loro non si arrendono mai (ma gli conviene?) , noi neppure.