Il sistema dei rifiuti della Regione Lazio fa acqua da tutte le parti e Terracina non poteva far altro che adeguarsi a tale sistema. La raccolta differenziata doveva essere già iniziata da almeno sei mesi ed invece è attiva solo in alcune zone del territorio comunale.

Tanti Cittadini sono convinti che facendo una raccolta differenziata fatta bene andranno a risparmiare sulla TARES. Questa è una grande falsità perché l’appalto vinto dalla Servizi Industriali è un appalto bloccato per sei anni e prevede un costo di circa 8 milioni di euro a prescindere dalla qualità di questa. Quindi se il cittadino si comporta in modo virtuoso, ci guadagna solo per l’aspetto ambientale, ma non per quello economico.

Sulla TARES in Parlamento il Movimento 5 Stelle ha presentato un emendamento che prevede l’abolizione della TARES e l’introduzione della tariffa puntuale, che permetterebbe di premiare i comportamenti virtuosi e di conseguenza chi meglio fa la differenziata meno paga. Ovviamente questa proposta è stata bocciata da tutte le altre forze politiche.

Ricordiamo che la Comunità Europea sancisce una gerarchia del sistema dei rifiuti ponendo al primo posto la riduzione dei rifiuti e poi il riciclo, il recupero ed infine lo smaltimento. Nel Comune di Terracina noi partiamo dal fondo, cioè dallo smaltimento.

Per quanto riguarda la riduzione dei rifiuti, semplice esempio, può essere la disincentivazione al consumo di acqua in bottiglia, mettere delle banche dell’acqua in giro per la città sarebbe molto utile a raggiungere questi obbiettivi dettati dalla direttiva.

Altro discorso per esempio potrebbe essere l’incentivazione alla riduzione degli imballaggi, di tutto questo nel Comune di Terracina non c’è traccia. Ci poniamo dunque l’obiettivo di sensibilizzare sia i cittadini che le amministrazioni locali, a garantire il rispetto totale della direttiva europea e non basarci solamente sullo smaltimento e sul recupero energetico dei rifiuti.

Fish