omicidio-gaetano-marino-trracina-47344554[1]E’ passato poco più di un anno da quel fatidico 23 Agosto 2012, quando, in pieno giorno e incuranti dei bagnanti che sulla spiaggia prendevano il sole, undici colpi di pistola freddavano un boss della camorra che nelle spiagge di Terracina villeggiava in tutta tranquillità.

E’ passato poco più di un anno da quando il nostro sindaco Nicola Procaccini, ha rilasciato dichiarazioni alla stampa(*) che hanno insultato l’intelligenza del cittadino terracinese.

Oggi il partito del sindaco accusa il Movimento 5 Stelle di Terracina di “commemorare i mafiosi”, iniziamente attribuendoci un flash mob che in realtà non abbiamo fatto, poi attraverso l’addetto stampa del partito, commentando una discussione avvenuta all’interno del nostro gruppo meetup nella quale si discuteva di una eventuale manifestazione.

Siamo dispiaciuti che l’evento sia stato annullato per mancanza di attivisti, impegnati nell’organizzazione della Festa a 5 Stelle al molo, anche se alcuni di noi hanno partecipato (come semplici cittadini e senza sventolare alcuna bandiera) ad un evento con gli stessi obiettivi organizzato dall’associazione “i Cittadini contro le Mafie”.

Chiariamo definitivamente la nostra posizione sulla questione ribadendo che ricordare l’omicidio, riportando virtualmente indietro di un anno la città con un gesto di impatto, come rievocare gli undici colpi di pistola con il suono di una campana, sia un gesto importante per risvegliare le coscienze, per ribadire a tutti che a Terracina ci sono i mafiosi, c’è la criminalità organizzata e che nel nostro comune è ormai più che un sospetto, che queste persone investano il ricavato dei loro affari illeciti, acquistando attività commerciali, immobili, partecipando a bandi pubblici e istaurando un sistema clientelare più radicato di quanto il nostro primo cittadino voglia far credere con le sue dichiarazioni ai TG nazionali.

L’attacco dei giovani fratelli d’Italia, risulta quanto mai strumentale e inappropriato. Forse questo è solo un goffo tentativo di far passare in secondo piano gli scivoloni che il loro rappresentante e la sua giunta hanno compiuto negli ultimi mesi di governo della città, tra sospetti di bandi illegali, sospette violazioni di norme demaniali, omissioni di atti amministrativi, affidamenti diretti di denaro pubblico agli amici degli amici. E se queste non sono azioni che favoriscono attegiamenti mafiosi, non osiamo immaginare cos’altro dovrà produrre quest’amministrazione perchè i cittadini si rendano finalmente conto di cosa sia l’illegalità, e di chi realmente si stia impegnando a combatterla. Senza nascondere sotto il tappeto l’evidenza e denunciando situazioni sospette mettendoci la faccia.

Cosa è cambiato da un anno a questa parte? Cosa fa l’amministrazione comunale per evitare che le gare pubbliche siano libere dai capitali mafiosi? Quali strumenti di trasparenza mette in campo?

La realtà è che un certo tipo di politica con la criminalità organizzata fa affari, e la mafia bianca, quella che non si sporca le mani con il traffici illeciti, ma si specializza in bandi e concessioni andando a braccetto con politici corrotti, a Terracina esiste eccome.

Firmato: Gaia Pernarella, Fabrizio Ferraiuolo, Antonio della Fornace, Carlo Pesce, Stefano D’Onofrio, Riccardo Benvenuti, Giovanni Cimaroli, Andrea Zuccaro, Rossano Ravasi, Riccardo Mazzucco

 

(*) “E’ chiaro che quello che è successo non può lasciarci estranei. Io sono esterrefatto, ma va pure precisato che non c’è nulla a che vedere con Terracina. Se di regolamento dei conti si è trattato, questo toccherà agli inquirenti accertarlo, è evidente che il fatto che sia accaduto a Terracina è soltanto una casualità. Tutto è legato al capoluogo campano dove da anni sono in corso sanguinose faide di camorra. L’immagine della città non deve essere intaccata da questa tragedia”. (Nicola Procaccini tratto da Latina Oggi 24/08/2012)