TRENO + Procaccini  (3)_1

Era il 12 settembre 2012, quando la natura, nella sua autonoma gestione, lasciava cadere un grosso masso dal monte “Cucca”. La stessa autonomia però non può rivendicarla l’uomo, che troppo spesso, tenta di immaginarsi superiore a qualsivoglia evento, peccando così di presunzione.

Il masso caduto, infatti, non si è fatto intimidire dalla rete posta a protezione della ferrovia finendo sui binari e rendendoli inagibili. La fortuna ha voluto che nessun treno passasse in quell’istante altrimenti… non vogliamo neanche immaginarlo.

Quest’evento, proprio perché naturale, non porta con se alcun segno di stranezza, è quello che accade dopo che ci lascia perplessi.

Infatti a partire da quella data i pendolari, costretti a subire forti disagi, assistono ad un continuo susseguirsi di comunicati da parte dell’amministrazione comunale che, nonostante  annunci l’imminente ripristino della tratta ferroviaria, nei fatti continua a vederlo protratto di mese in mese. Ad oggi ci si trova nella situazione paradossale in cui non esiste nessuna certezza sulle tempistiche della reale messa in sicurezza della zona del Monte Cucca, e del conseguente ripristino della tratta ferroviaria.

Per comprendere ciò che è successo alla macchina pubblica elenchiamo brevemente i fatti.

La Regione Lazio concede in maniera fin troppo sbrigativa al Comune di Terracina un contributo di quattrocento mila euro (Determinazione N. A11556 del 12 novembre 2012) per l’esecuzione di un intervento per la messa in sicurezza dell’area. Somma che ovviamente il comune accetta di buon grado, appaltando nel mese di dicembre 2012  i lavori che vengono  ultimati a metà aprile.

L’intervento però risulta insufficiente per la riapertura della tratta e vengono afidati ad un ente (il comune di Terracina) che non ha nessuna competenza in merito, visto che dovrebbe essere la regione ad occuparsi della questione.

Il risultato è che oggi, dopo aver perso molto tempo, l’ente gestore della rete ferroviaria (R.F.I.) non può riaprire la tratta se non prima della messa in sicurezza di tutta l’area interessata del Monte Cucca e non soltanto, quindi, il tratto relativo alla frana.

A questo punto ci si chiede, anche in particolare ottica di rilevanza erariale, come mai le questioni relative alla sicurezza di tutta la tratta non sono state affrontate prima di eseguire i lavori? Come mai tutte queste difficoltà germogliano solo ora, dopo aver già speso ben 400.000,00 euro?

Intanto, il gruppo di lavoro Ambiente e Mobilità del Meetup di Terracina sta studiando la questione per vederci chiaro sia a livello locale che regionale e, coinvolgendo un gruppo di senatori del MoVimento 5 Stelle, propone di portare i massi del monte Cucca in parlamento.

25 senatori del MoVimento 5 Stelle presentano una interrogazione sullo stato della fatiscente tratta ferroviaria che va da Roma a Terracina.

Il documento chiede al ministro dei trasporti che ad essa venga riconosciuto lo status di “metropolitana regionale” garantendo un sostanziale rinnovo delle infrastrutture. Si chiede inoltre di impegnarsi attraverso un confronto con regione ed enti gestori dei servizi ad individuare un piano programmatico che tanga conto delle esigenze dei pendolari e che consenta di scongiurare il rischio della marginalità dei territori.

Loro non si arrenderanno mai, ma gli conviene? Noi neppure.

Gruppo di lavoro Ambiente e Mobilità