La notizia in questi giorni imperversa sulle pagine dei quotidiani; Il Tar del Lazio boccia il piano rifiuti approvato in forma definitiva dalla giunta Polverini nel gennaio 2012 perché in contraddizione alle normative comunitarie. Intanto il ministro Clini tenta il colpaccio approvando un decreto volto a smaltire i rifiuti della capitale nelle discariche in giro per la regione, alimentando l'ennesimo vespaio di proteste nelle province.

Tra Decreti Ministeriali, sentenze del TAR e ricorsi al Consiglio di Stato, il tema dei rifiuti e del loro corretto smaltimento risulta quanto mai scottante.

In questo intricato scenario si inserisce la storia del centro di trattamento dei rifiuti di Morelle. L'impianto, sito nel comune di Terracina, apre i battenti nel 1976 ed è considerato un fiore all'occhiello per tecnologia e innovazione. Negli anni viene ampliato e potenziato grazie a fondi comunali e regionali, l'ultimo ammodernamento iniziato nel 2001 e concluso con il collaudo del 2003 costa ai cittadini qualcosa come un milione di euro. Soldi certamente ben spesi, se non fosse per il fatto che da questa data in poi l'impianto resta CHIUSO.

Con una potenzialità di 130 tonnellate al giorno, quest'impianto potrebbe ridurre sostanzialmente lo smaltimento di RSU nella discarica di Borgo Montello (Latina). Infatti esso potrebbe trattare i rifiuti di gran parte del sud Pontino. Di questo ne gioverebbe l'ambiente, la salute dei cittadini e l'economicità del servizio di smaltimento rifiuti.

Intanto a cavalcare l'onda dei comitati spontanei che da qualche giorno manifestano alla discarica di Borgo Montello, ci sono gli stessi partiti che fino ad oggi hanno gestito il sistema dei rifiuti dei comuni della provincia.

Ricordiamo che la Latina Ambiente e la Terracina Ambiente avevano quote azionarie anche della società che gestisce la discarica. Forse è questo il motivo dell'interesse a non attuare un circuito virtuoso dei rifiuti?

Ci sorge un dubbio; non è che a qualcuno conviene di più versare rifiuti indifferenziati in discarica, dando lavoro a ditte di dubbia appartenenza, piuttosto che riattivare centri già esistenti ed in grado di ridurre, differenziare e trasformare i nostri rifiuti in risorse?

Loro non si arrenderanno mai, ma gli conviene? Noi neppure.

(post tratto da lazio5stelle.net)