Che l’acqua sia una risorsa preziosa lo sanno anche i sassi e non da poco tempo.

Sembra sia così da miliardi di anni.

Per questo motivo, esistono innumerevoli discussioni a livello internazionale e locale per raggiungere un efficiente sistema di riduzione del consumo di questa preziosissima risorsa.

Non tutte le popolazioni del pianeta hanno un adeguato sistema di approvvigionamento dell'acqua e questo a causa di diversi fattori come ad esempio le condizioni climatiche, economiche e sociali.

Questa doverosa premessa potrebbe sembrare fuori luogo per l’argomento che andremo a trattare, ma è a nostro avviso  utile a sottolineare l’importanza che l’acqua ha nello svolgimento delle più essenziali attività biologiche e quindi  umane.

Sembra assurdo che il genere umano abbia raggiunto, mediante la tecnica, obbiettivi clamorosamente importanti come lo sbarco sulla luna e non sia in grado di garantire all’intera popolazione mondiale un necessario e sufficiente approvvigionamento alla risorsa madre della vita, umana e non solo.

Premesso ciò, sembra ancora più paradossale la domanda che vogliamo porvi: “Perché paghiamo per gettare l’acqua in discarica?”

Si! Purtroppo non tutti lo sanno, ma nella nostra bolletta TIA, una volta TARSU ed in futuro chissà, una grossa fetta dell’ammontare economico è dovuto allo smaltimento dell’acqua in discarica.

Perché?

Facciamo due conti sbrigativi ma abbastanza realistici.

Un rifiuto Tal Quale, cioè ipotizzando di buttare tutto nello stesso cassonetto, ha questa composizione in peso:

  • Organico circa 33%
  • Carta circa 25%
  • Plastica circa 12%
  • Vetro circa 8,5%
  • Legno + Tessuti circa 6%
  • Metalli (ferrosi e non) circa 5%
  • Altro circa 10,5%

La frazione compostabile, processo biologico di degradazione dalla sostanza organica, ricopre quindi circa un terzo del rifiuto Tal Quale.

Considerando che la percentuale d’acqua contenuta nel rifiuto organico è di circa il 75%, va da se che su una tonnellata (1000 kg) di rifiuto, 250 kg sono d’acqua.

Ipotizzando che mediamente il costo di  conferimento in discarica è di € 90,00 alla tonnellata (costo che non tenendo conto del trasporto è quindi sottostimato), risulta che i cittadini di Terracina pagano allla discarica di Borgo Montello € 25,00 a tonnellata di RSU (rifiuti solidi urbani), per buttare acqua.

Quindi, per fare un esempio, se la produzione media di rifiuti procapite è di circa 1kg al giorno, 330 gr saranno di organico, e 250 gr di acqua.

La popolazione terracinese conta sui 40 mila abitanti, questo significa che in discarica ogni giorno portiamo 10 tonnellate d’acqua e paghiamo per questo € 900,00/gg, che in un anno diventano € 328.000,00.

Questo costo (sottostimato) è relativo solamente all’acqua e non tiene conto del costo di trasporto, dell' usura mezzi, degli operatori ecc… In più c’è da considerare che maggiore è la quantità d’acqua conferita nelle cosiddette discariche controllate e maggiori sono i danni ambientali e per la salute. Infatti, come  è noto, uno dei grossi problemi che hanno è rappresentato dal percolato, cioè da quel liquido che trae prevalentemente origine dall'infiltrazione dell'acqua nei rifuiti e dalla decomposizione di questi ultimi. Quindi l’acqua funziona da mezzo di trasporto per tutte quelle sostanze inquinanti presenti nei rifiuti e serve ad accelerare il processo di degradazione chimica che produce gas tossici.

Questo ragionamento grossolano parte dal fatto che, il comune di Terracina, POSSIEDE un impianto di compostaggio realizzato nel 1976 ed inserito nel Piano Regionale dei Rifiuti, approvato con L. Regione Lazio n. 53 del 11/12/1986. Tale Piano prevede un bacino di utenza (Bacino n. 13) comprendente i comuni di M.S.Biagio, S. Felice Circeo, Campo di Mele, Fondi, Lenola e Sperlonga, con Terracina Comune Capo Consorzio.

L’impianto Comunale di Terracina viene di nuovo inserito nel Piano di Gestione Rifiuti della Regione Lazio con D.G.R. n.112 del 10 luglio 2002. Nel contempo vengono effettuati lavori di messa in sicurezza e rinnovo dell’impiantistica elettromeccanica dello stesso, con conseguente collaudo positivo nel 2003, ma da quella data la struttura non viene mai messa in funzione.

Perché?

Inoltre, con delibera n.27 del 24/05/2010 il Consiglio Comunale di Terracina, in ottemperanza alle linee programmatiche tracciate da Agenda 21 locale, con l’approvazione del Piano di Azione Ambientale del C.C. n.122/XXI del 26-10-2007, approva nel programma triennale delle opere pubbliche 2010-2012 il ripristino del funzionamento dell’impianto di compostaggio di Morelle. Il costo stimato è di 2 milioni di euro, che con una corretta gestione  sarebbero ammortizzabili in un paio di anni.

Perché allora non si è provveduto a dare seguito a tale deliberazione? Inoltre viene previsto un Project Financing, cioè un intervento di gestione privata che non avrebbe alcun costo per il Comune.

Tale intervento viene programmato dal  Consiglio Comunale in seguito allo studio di fattibilità del Dirigente del Dip. Lavori Pubblici, il quale relaziona sui vantaggi già avuti  dai cittadini negli anni passati e sulle conseguenze positive che ricadrebbero sulla popolazione  terracinese se si ripristinasse il funzionamento della catena di riciclaggio dell’impianto di Morelle.

All'epoca l'mpianto di riciclo dei rifiuti urbani, è tra i primi, se non il primo in Italia ed è oggetto d'invidia di altri Comuni.

Sulla relazione si ipotizza un ritorno ad utilizzare l'impianto da parte dei comuni vicini a Terracina, cosa che avrebbe per loro una convenienza logistica ed economica, garantirebbe al nostro Comune degli introiti aggiuntivi ed una conseguente diminuzione della tassa di smaltimento  per l’intera cittadinanza. Non va sottovalutato poi che oltre al profitto generato della vendita di un ottimo compost, si godrebbe anche  di una raccolta differenziata nel pieno rispetto del Codice dell’Ambiente.

A questo punto, non possiamo non  domandarci a cosa serva far redigere il nuovo appalto per i rifiuti a chissà quali esperti e rompersi il capo per chissà quali innovative soluzioni se c’è già tutto preparato, pagato, collaudato e disponibile con enormi vantaggi per la Città di Terracina.

Quando Morelle funzionava, il servizio di raccolta, trattamento e smaltimento rifiuti, chiavi in mano, costava la metà. Per quale motivo dovremmo pagare circa 9 milioni di euro quando ne potremmo pagare molti di meno?

Purtroppo riteniamo che come avviene ormai da molti anni in Italia, si tratti del  solito metodo delle incompetenze o delle furberie, che si voglia cioè trasformare i soldi pubblici in privati, legalmente per giunta, per poterli poi distribuire a tutti i facilitatori che hanno messo in piedi questo scellerato sistema.

Chiediamo pertanto la modifica dell'appalto così come è stato prodotto, con inserimento, nel Capitolato Speciale di quanto previsto nella Deliberazione  di Consiglio Comunale che prevedeva il ripristino della funzionalità dell'impianto di Morelle, al fine di ottenere, di nuovo chiavi in mano, il ciclo completo del trattamento e smaltimento dei R.S.U., così come veniva effettuato (con risparmio per la cittadinanza) negli anni pre-società a partecipazione Pubblica.

Sollecitiamo quindi la stesura di un nuovo appalto di gestione della raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti, che tenga conto degli atti, delle esperienze, dei progetti e delle relazioni prodotti dagli uffici comunali competenti.

Tali documenti, essendo chiusi in un cassetto, rappresentano pienamente l’ennesimo spreco di risorse umane e finanziarie dovuto alla continua cattiva amministrazione della Cosa Pubblica, che si ostina ad operare senza mai porsi una domanda fondamentale:  "Ma a chi verrà addebitato il conto?"

A TUTTI i CITTADINI, naturalmente…