"È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese."

Così recita l'art. 3 comma 2 della Costituzione della Repubblica Italiana. Tuttavia di ostacoli di ordine economico che limitano la partecipazione politica li abbiamo incontrati anche nel nostro ridente e soleggiato comune. Ci siamo resi conto che i cittadini, senza una iniziale copertura economica non possono effettivamente partecipare all'organizzazione politica del proprio paese.

Per poter raccogliere le firme necessarie alla presentazione della lista provinciale e concorrere alle elezioni regionali è necessario raccogliere un predeterminato numero di firme. Da questo onere, vengono però esonerate le forze politiche che già possono sedersi, anzi "aggrapparsi" alle poltrone dei palazzi del potere.

Per chi come noi si affaccia per la prima volta a questo tipo di consultazione elettorale, è  necessaria la presenza  nelle piazze per poter adempire a questo obbligo amministrativo.

E quando andiamo a  chiedere l'autorizzazione comunale, questo è il conto che ci servono:

Diritti di segreteria: 100 euro;

Marche da bollo: 2 x 14,62 = 29,24 euro;

Occupazione suolo pubblico: 2 euro a metro quadro.

Totale per un banchetto di due metri quadri: 131,24 euro.

Può la situazione di dissesto giustificare la violazione di un diritto costituzionale? E' equo essere discriminati nei confronti degli altri comuni che, nella maggior parte dei casi, non prevedono questo tipo di tassazione?

Chiediamo quindi alla Giunta di sospendere per il periodo delle consultazioni elettorali il pagamento di questa tassa. Chiediamo non un favore ma un diritto, sancito dalla legge che regola tutte le leggi nel nostro paese.

E lo stiamo chiedendo a persone che appartengono ad un partito che percepisce, a nostro avviso illegittimanente, milioni di euro di rimborsi elettorali,  e che durante le consultazioni non  rispetta non solo la costituzione ed i risultati dei referendum, ma neanche le leggi ed i regolamenti da loro stessi stabiliti.

Chiediamo questo a chi per le  varie manovre pubblicitarie messe in atto durante le campagne elettorali non ha avuto alcuna remora a trasformare il nostro comune in una pattumiera a cielo aperto, alimentando  degrado ed illegalità. E che si è sempre rifiutato di pagare le ammende prese per questi malsani comportamenti.

Siamo convinti  del fatto che impedendo ai cittadini di partecipare all'organizzazione politica di un paese, la maggior parte delle volte, abbia come pericoloso risultato quello di  spianare la strada alla proliferazione di lobbie e  mafie che in questo modo riescono a curar meglio i propri interessi. Riteniamo che tale atteggiamento favorisca la criminalità e la corruzione, alimenti gli introiti delle organizzazioni partitiche, ma soprattutto, escluda i cittadini.

Sfidiamo l'amministrazione e anche le principali forze di opposizione a dimostrarci il contrario pubblicando le ricevute di pagamento delle ammende di decine di migliaia di euro prese durante l'ultima consultazione elettorale per attacchinaggio abusivo.

In ogni caso rassicuriamo questi signori, saremo comunque presenti per la raccogliere le firme e per farci conoscere, anche perchè dalla nostra avremo l'aiuto puro  e disinteressato dei cittadini.

Fabrizio Ferraiuolo

Gaia Pernarella