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Agricoltori, artigiani, studenti, operai e pensionati: sono queste le categorie scese in strada, nessuna bandiera ammessa tranne il tricolore. E' la protesta organizzata dagli agricoltori del CRA (Comitati Agricoli Riuniti) e dell'associazione Dignità Sociale, protesta che non ha avuto una connotazione settoriale, sono molti infatti i cittadini di diverse categorie sociali a prendervi parte.

La manifestazione si è svolta dall'8 al 13 ottobre 2012, in diverse aree della Pianura Pontina, estendendosi anche a livello nazionale. Noi abbiamo visitato il presidio di Terracina, situato presso la piazzola ex-Desco e incontrato Danilo Calvani, che ci ha spiegato le ragioni della protesta.

Sembra che gli italiani non  scendano in piazza solo per l'iPhone, ed anche se la mobilitazione non è ai livelli di quella greca o spagnola, i sentimenti che la animano sono  gli stessi. La voglia di riscatto da questa classe politica che ci ha ridotti all'osso si respira anche da noi. 

Danilo ci ricorda che la maggior parte delle rivoluzioni sono partite dai contadini, e che anche in questo caso i contadini saranno i primi a partire, ma non saranno gli unici. "Ci troviamo in una situazione di crisi alimentare."   

La profonda situazione di degrado economico in cui versano le ditte agricole del nostro territorio, costrette a chiudere perché abbandonate dalle istituzioni  incapaci o disinteressate che siano a condurre una seria politica di rilancio dell' economia agricola, coinvolge inevitabilmente settori come l'artigianato, la piccola e media impresa e tutte quelle fasce  sociali ormai stremate dalla precarietà della vita.

L'invito dei manifestanti è chiaro, i cittadini devono mettere un freno alla miope e dannosa politica economica portata avanti da questa classe politica sempre più inadeguata e collusa. Se non si utilizzano i mezzi legali che i cittadini hanno per rivendicare i propri diritti la situazione non può che peggiorare, e gli unici a pagarne le conseguenze saranno gli onesti lavoratori sempre più schiacciati dal peso della crisi e della cattiva gestione politica.

La protesta non si fermerà qui, andrà avanti in modi e forme diverse, il risveglio dei cittadini sarà difficoltoso, ma non impossibile. Sembra la strofa di una vecchia canzone, ma non vi è dubbio sul fatto che se i vari settori sociali si mostrano solidali gli uni con gli altri, partecipando e sostenendosi a vicenda, più nessuno potrà far finta di non sentire o vedere il malcontento generale.