Riportiamo di seguito le dichiarazioni del sindaco.

"E' chiaro che quello che è successo non può lasciarci estranei. Io sono esterrefatto, ma va pure precisato che non c'è nulla a che vedere con Terracina. Se di regolamento dei conti si è trattato, questo toccherà agli inquirenti accertarlo, è evidente che il fatto che sia accaduto a Terracina è soltanto una casualità. Tutto è legato al capoluogo campano dove da anni sono in corso sanguinose faide di camorra. L'immagine della città non deve essere intaccata da questa tragedia". (Nicola Procaccini tratto da Latina Oggi 24/08/2012)

Riteniamo queste dichiarazioni molto gravi, ci chiediamo il motivo che spinge il primo cittadino a negare il radicamento della criminalità organizzata nel nostro territorio, quando è chiaro che la provincia di latina, oltre ad essere il luogo ideale per il riciclaggio del denaro sporco, accoglie al suo interno un comparto mafioso presente con le aziende proprie e infiltrazioni nelle amministrazioni comunali (vedi il caso del comune di Fondi).

Ricordiamo che non è l'unico omicidio svoltosi all'interno del nostro territorio visto che lo scorso 24 luglio si è consumato un omicidio con caratteristiche simili nella vicina Nettuno. Dunque definire questo episodio una casualità risulta essere molto imprudente.

Che la guerra di mafia che ha come attori principali i clan scissionisti si stia combattendo in un territorio che comprende anche la nostra città è ormai un dato di fatto. E un dato di fatto è anche che i boss della camorra coinvolti in questo episodio hanno ingenti interessi economici in tutto il nostro litorale, visto che soggiornano stabilmente nei nostri hotel o nelle lussuose ville.

Ci auguriamo che si eviti di considerare il problema della criminalità organizzata come qualcosa che non ci riguarda direttamente, e che dichiarazioni come quelle del sindaco siano condannate dalla totalità del mondo politico.