Questo è il titolo della rappresentazione teatrale appartenente al genere della farsa, messa in scena mercoledì 24 agosto 2011 a Terracina presso il parco pubblico “Villa Tomassini”, dai commedianti del famoso carrozzone politico della sinistra terracinese che si è guardata bene dall’ inserire nel copione il “Mea culpa,  mea maxima culpa” per le cose non fatte e soprattutto per quelle cose in cui si sono liberati “mani e piedi” per buttarvicisi dentro a capofitto.

L’argomento serio della serata, al quale hanno fatto da contorno birra, panini, bruschette, salsicce, è stato il debito pubblico del Comune di Terracina e, come si sa, certi argomenti è meglio affrontarli a stomaco pieno.

Della vendita degli alimenti e delle bevande se ne è occupata S.E.L. che per l’occasione si è trasformata in Sinistra Inquinamento e Libertà, guardandosi bene dall’organizzare una distribuzione effettuata con materiale riciclabile e fare meno “monnezza” da discarica. Non hanno pensato nemmeno di distribuire la famosa “acqua pubblica“.

Hei di S.E.L.!!!! L’ecologia non è uno sterile slogan da sbandierare per aderire ad una moda politica del momento ma l’applicazione di una filosofia di vita.

Ma andiamo avanti…

Ha inizio lo spettacolo e, come è noto in una rappresentazione seria quale La Tragedia, delle risorse finanziarie del Comune di Terracina rappresentate da un non ancora chiaro e quantificato debito pubblico (che costerà veramente lacrime e sangue a questo distrattissimo popolo terracinese), si è pensato ad un intermezzo di natura comica, quale appunto La Farsa,  dal titolo “Terracina: l’Italia in Miniatura”… tanto per sdrammatizzare.

C’era di tutto: il capo del governo (della città), l’opposizione, addirittura il gruppo dei responsabili, non quello di Scilipoti, almeno questo ce l’hanno risparmiato, quello capitanato da Vincenzo Coccia.

Invitato dai famosi tupamaros terracinesi,  ha debuttato per la prima volta nell’arena dei gladiatori rossi Nicola Procaccini, neoeletto sindaco di Terracina, che nella farsa “Terracina: L’Italia in Miniatura” ha interpretato la parte del personaggio denominato “Cap’ d’ chiod” (Testa di chiodo).

Cap’ d’ Chiod’  è un simpatico calamaretto di lampara che ammaliato dalle luci di questo famoso armo da pesca finisce insieme ad altri compagni di sventura (o ventura) sui banchi del Mercato del Comune di Terracina.

Conquistato dalla lampara della politica terracinese che tutto cattura e tutto sacrifica pur di continuare a pescare,  non più accecato dalla fortissima luce, inizia a guardarsi intorno ed in poco tempo comincia a scoprire situazioni inquietanti tra cui l’ombra di un pentolone colmo di olio bollente (il debito pubblico), dove alcuni compagni di viaggio vorrebbero fargli fare un bel bagnetto se, per caso, gli venisse in mente di procedere all’istituzione di una commissione per l’accertamento di alcune verità politiche relative alla gestione del Vecchio Mercato del Comune, soprattutto se in compagnia di Pinocchio, altro protagonista di questa farsa che chiede la Commissione anzidetta, interpretato per l’occasione da Vincenzo Coccia che, invece di finire nella lampara come Cap’ d’ Chiod’,  si è fatto inghiottire dalla Balena Rossa.

Intanto, al Nuovo Mercato del Comune, Cap’ d’ Chiod’ lavora per rendere le acque più tranquille in modo da scampare il temibile “Pentolone”.

Nel frattempo, così  facendo, convince e rassicura altri calamaretti scappati dalla vecchia lampara ad andare a nuotare vicino a lui.

Ed e’ in questo momento che Cap’ d’ Chiod’ raggiunge la massima espressione artistica esibendosi con una parodia intonata su una vecchia canzone napoletana: “Chi ha avut, ha avut, ha avut…….Chi ha rat’, ha rat’, ha rat’,… scurdammece o’ passat’ sem’è Terracina paisà”.

E Pinocchio!!! Pinocchio che fa?

Inghiottito dalla Balena Rossa pensa di uscire dalla sua “gola profonda” studiando a come far bollire il pentolone dell’olio per poi versarlo nella gola della balena in modo da fargli aprire la bocca e saltar fuori.

Peccato che i feroci guerriglieri degli Aurunci che lo accompagnano in questo viaggio, determinati a ripristinare la legalità, tutto fanno tranne che portare legna per attizzare il fuoco, anzi qualcuno tira secchi pieni d’acqua.

Intanto Pinocchio ricorda e pensa alla Fatina (il popolo che sempre crede e sempre perdona).

Fatina mia ti prometto che non lo farò più… Non andrò più con il Gatto e la Volpe!!!

Il  Gatto Vincenzo (nda Vincenzo Recchia) è sparito, non si vede più neanche alle sagre della salsiccia… Chissà perché non è stato invitato alla Farsa eppure è a lui che molti terracinesi devono l’inizio dei ripetuti rastrellamenti di denaro dalle loro tasche con argute trappole innescate ad arte come quella della famosa “SLIA”. E l’Azienda Speciale?!?

Sapete quante cose avrebbe potuto e dovuto spiegare alla inferocita platea rossa, ma forse è proprio per questo che non è stato invitato, meglio tenere bassi i toni, qualcuno potrebbe destarsi dal letargo e ricordare che cosa è la sinistra.

La Volpe Rossano (nda Rossano Alla) ha imparato a nuotare ed è andata a sguazzare nelle acque calme di Cap d’ Chiod’, facendo bruscamente risvegliare dal bellissimo sogno molti  seminatori, da lui abilmente portati nel famoso campo dei miracoli per piantare e far crescere le agognate monete d’oro.

Tutti c’hanno famiglia !!!

La Volpe Rossanounico esempio di volpe che non dirà mai che l’uva è acerba.

Quanti brutti ricordi!!! D’ora in poi sarò più attento Fatina mia. Te lo prometto e, per farmi perdonare, chiederò l’istituzione di una commissione di inchiesta per accertare le responsabilità politiche individuali su chi ha prodotto il debito pubblico a Terracina, ma ti prometto che mi limiterò a chiederlo solamente perché,  altrimenti,  finirò nuovamente nei guai.

E come in tutte le farse che si rispettano non sono mancate le comparse. Come quella di un elegante signore dall’accento settentrionale che vantava il virtuosismo delle Pubbliche Amministrazioni del nord che hanno reso più vivibili i loro comuni e qualche contestazione intelligente abilmente smorzata dai microfonati. L’ultima non presa nemmeno in considerazione.

Il copione è stato rispettato e la Farsa è riuscita. Con molta abilità, sono riusciti a non far capire un bel niente di quello che succederà. Importante è che si sono venduti panini, bruschette, salsicce e birra in modo che il “carrozzone va avanti da se… con i suoi fanti e i suoi Re…” hem, scusate sono uscito fuori tema,… “volevo dare un senso a questa storia anche se un senso non ce l’ha”.

La chiave di lettura di questa infausta serata potrebbe essere racchiusa molto semplicemente in una proporzione:

“Debito Terracina : Soluzione Procaccini = Debito Italia : Soluzione Berlusconi”

ovvero: la soluzione del debito pubblico del Comune di Terracina sta alla soluzione indicata dal Sindaco Nicola Procaccini come la soluzione del debito pubblico nazionale sta alla soluzione indicata dal Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi.

Traduzione: “Il debito pubblico creato dalle vecchie Amministrazioni, come, quando e per fare cosa non si sa, lo pagano i cittadini onesti che hanno sempre pagato”.

E, purtroppo per noi, il teatrino non cala ancora il sipario. La lampara della politica terracinese continuerà ancora a pescare per non si sa quanto tempo ancora. Solo la partecipazione attiva di una nuova generazione di persone determinerà la diffusione di un innovato pensiero politico saldato sui principi dell’eguaglianza, della giustizia sociale, della libertà e della fratellanza.

Il Movimento 5 Stelle ha l’obbligo di costruire questa alternativa al di fuori di ogni schema politico-partitocratico. Il percorso è difficilissimo, importante è non cedere al “richiamo delle sirene dei partiti”.

Abbiamo bisogno di “Noi Stessi”.

Arrivederci alla prossima Farsa

Video integrale dell’incontro.